Censimento, l’ultimo flop dell’Italia del web

In questi giorni milioni di italiani sono alle prese con la compilazione dei moduli del censimento, che in teoria, e il condizionale è d’obbligo, dovrebbero essere compilabili anche online.

istituzioni e web

In teoria, perché tanto per non smentirci mai, anche nel caso del censimento le istituzioni del Belpaese stanno dimostrando la loro poca empatia, se così la vogliamo chiamare, con il web e le nuove tecnologie. Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare, in termini non proprio positivi, di italia.it, il portale dedicato alla promozione del turismo in Italia che viene spesso nominato come esempio da non seguire. Per non parlare dei dati riguardanti l’uso della rete applicato alla pubblica amministrazione: secondo uno studio della Confartigianato i Comuni in Italia in cui è stato reso possibile il disbrigo delle pratiche online sono solo l’1,4% del totale: 112 su 8.101. Il flop del censimento online è dunque solo l’ultima delle notizie sconfortanti riguardanti l’uso della rete da parte delle istituzioni e della pubblica amministrazione, e a questo punto, vista l’ignoranza in materia, quasi non stupisce che si stia discutendo di una legge che potrebbe limitare enormemente le potenzialità della rete – oltre alla nostra libertà di espressione – .

Il sito dedicato alla compilazione del censimento online è andato in tilt già il primo giorno utile per il disbrigo della pratica, a causa di un picco di traffico che probabilmente non era poi così difficile da preventivare. La distanza tra Italia e web è anche imputabile a fattori di carattere pratico: a quanto emerge dal rapporto di Akamai, in Italia la velocità media di connessione a internet sarebbe di 3 Mbps. Se questo dato non vi dice molto, pensate che in Romania la velocità media è di 6,8 Mbps.

In risposta a questa desolazione, i singoli cittadini italiani sembrano però mostrare un crescente interesse nei confronti della rete e della navigazione web, come dimostrato dal nono rapporto del Censis-Ucsi, che parla di un aumento, rispetto al 2009, del 6,1% per quanto riguarda l’utilizzo del web da parte degli italiani. Certo i dati riguardanti l’uso del pc da parte degli italiani spesso non reggono il confronto con altri popoli europei: in Italia circa il 43% della popolazione non ha mai usato un pc, mentre in Germania gli “analfabeti” sono l’115, in Spagna il 25% e in Grecia il 28%. Verrebbe da dire che gli italiani sono sì propensi all’uso del pc e della rete, ma non sono poi così aiutati dalle istituzioni …

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