Tolosa, Twitter e Hashtag

La notizia che sta facendo tremare le gambe alle maggiori comunità ebraiche del mondo, arriva – come ormai tutti sappiamo – da Tolosa.; proprio qui si è infatti consumata una strage ad opera di un folle incappucciato che ha sparato a sangue freddo contro un rabbino e contro tre bambini di 4, 5 e 7 anni.

In Francia si trova la più grande comunità ebraica d’Europa, nonché la terza al mondo, dopo Israele e gli Stati Uniti; secondo le stime aggiornate al 2010 della Jewish Virtual Library, sono 483.500 i cittadini di religione ebraica che vivono oltralpe, divisi fra i centri maggiori di Parigi, Marsiglia, Strasburgo, Lione e Tolosa,mentre altre stime riportano dati che sfiorano i 500.000 membri della comunità ebraica.

Negli scorsi giorni gli inquirenti francesi hanno raccolto tutte le notizie utili all’individuazione del folle che ha compiuto la strage al liceo ebraico e sono riusciti a stilare il profilo psicologico di questo individuo; a qualche ora fa risale la cattura di quello che è considerato come il maggiore imputato della strage. Gli inquirenti hanno sempre pensato che la strage di Tolosa fosse collegata a quelle dei giorni precedenti dell’11 Marzo, dove venne ucciso un militare francese di origine maghrebina e del 15 Marzo a Montauban, in cui il fuoco venne rivolto – sempre da un uomo robusto, incappucciato, alla guida di uno scooter – verso tre paracadutisti. Due morirono sul colpo, il terzo è ferito gravemente.

L’uomo arrestato è un 24enne di origine algerina, a cui le autorità sono arrivate soprattutto grazie a due importanti indizi: per prima cosa, al primo dei militari uccisi, Imad Ibn Ziaten, venne inviata una e-mail da un indirizzo IP corrispondente al computer del fratello del sospettato, ed inoltre il sospettato stesso nei giorni precedenti alla strage fece una visita ad una concessionaria Yamaha proprio per avere informazioni su come rimuovere da uno scooter l’antifurto con geolocalizzatore; in occasione delle stragi, testimoni riportano che il killer guidava appunto uno scooter Yamaha TMax 530.

Nonostante il sospetto omicida, Mohammed Merah, si sia dichiarato un mujaheddin, ovvero un patriota della sua religione, è arrivata subito la smentita di Dalil Boubakeur, rettore della Moschea di Parigi, che ha respinto immediatamente ogni connessione fra le stragi di Tolosa e Montauban e l’Islam.

Le stragi hanno fatto tornare sulla Francia , e più in generale, sul mondo intero, l’ombra di una minaccia terroristica che seppur silente da tempo per quanto riguarda le minacce ufficiali di Al Qaeda, dispone ancora di molti affiliati sparsi anche in Europa. A comprova del fatto che il livello di allarme in Europa sia alto, molti rappresentanti dei governi europei e non solo, hanno dimostrato la loro vicinanza alla Francia, in occasione di questa tragedia che probabilmente non è e non sarà un caso unico e isolato al solo territorio francese.

Anche su Twitter, a poche ore dalla strage del 19 Marzo al liceo ebraico, l’hashtag più ricercato è proprio #Tolosa ed il nome di Mohammed Merah – a poche ore dal suo arresto – fa già parte della lista di Tendenze Mondiali del social; moltissimi sono i personaggi famosi ma anche le persone comuni, che nei loro profili hanno condiviso frasi di commozione e di vicinanza ai parenti delle vittime delle stragi.
In occasione di ogni questione importante e spinosa, come quella appunto di una strage a probabile movente antisemitico e religioso, le parole vanno dosate bene, specie se si tratta di tweet di personaggi famosi, con migliaia di followers.

Forse non lo sapeva, ma l’ha scoperto di sicura la nuotatrice francese Laure Manaudou, che ha dovuto chiudere il suo account Twitter dopo essere stata fortemente criticata per i suoi tweet relativi alla strage di Tolosa: dopo un primo tweet di lunedì, nel quale si diceva vicina alle famiglie delle vittime, nel secondo la Manaudou ha scritto “ Fermate questi videogiochi e andrà meglio” e ancora “Non solo ci sono dei matti, ma inoltre se la prendono con gli ebrei. E’ vergognoso”. Le risposte non hanno tardato più di qualche minuto e sono state accomunate da toni tutt’altro che leggeri: dal “Stai zitta e nuota” al più perfido “ i videogiochi saranno l’unico modo per vederla con una medaglia al collo alle Olimpiadi di Londra”, tanto per citare i più educati. Ne è seguito un ultimo messaggio della nuotatrice, “Troppa negatività qui. Ciao Twitter”.

Che dire, altro caso di pessima gestione delle polemiche e delle critiche nei social.

Io personalmente quando voglio postare qualcosa su Twitter o Facebook su argomenti “caldi”, se arrivo alla quinta-sesta riscrittura del post o tweet, senza essere convinta da nessuna versione, mollo tutto e rimando a momento da destinarsi; dopotutto verba volant, ma scripta manent, soprattutto se cancelliamo Tweet e Post.

Serena Rigato

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