Guerra per l’attenzione nel web: il cibo vince sul sesso

Sono affascinata da questo fenomeno chiamato Food Porn che ultimamente invade  soprattutto i siti di user generated content, specie le bacheche in Facebook e i blog. Il food porn è definito come un movimento culturale per la prima volta nel 1996, ed è ora diventato parte delle nostre vite attraverso anche numerosi programmi in televisione.

Lasciando al margine che alcune siano delle vere aberrazioni che più che fare venir voglia di mangiare te la tolgono, la verità è che in generale tutta la cultura del food porn ha più o meno invaso i nostri schermi: reality in tv, deals negli smartphone e ora apps come Foodspotting, che vi consiglio se adorate il cibo e conoscere nuovi ristoranti dove mangiare i vostri piatti preferiti, anche se rischiate di entrare in una spirale della quale dopo non uscirete più.

Ma perché questa tendenza per fotografare il cibo con tanta passione? E soprattutto, perché questo fascino per guardare queste immagini, con questa avidità, con questa lascivia che ha fatto che molto accuratamente questo movimento sia stato qualificato di pornografia?

La motivazione più intuibile è quella che proporrebbe la psicologia evolutiva. Considerando che le basi della nostra sopravvivenza sono: come individui il cibo e come specie la riproduzione, ha senso che il cibo e il sesso siano informazioni alle quali geneticamente siamo predisposti a prestare una maggiore attenzione. Ma mentre per il sesso questo è stato più o meno sempre vero, perché lo è ora per il cibo? Sarà che siamo ormai immuni al contenuto sessuale fin troppo abusato nel web? O sarà che nella nostra ossessione per essere sempre più magri abbiamo tralasciato aspetti della nostra alimentazione che ora il nostro corpo ci richiama?

E’ decisamente vero che l’apporto calorico dei cibi cotti è molto superiore a quello del cibo crudo, una cosa che i nostri antenati hanno capito e che ha fatto che lo privilegino nel corso dei millenni. Questo potrebbe essere il motivo per il quale le immagini di cibi esuberanti, carni allettanti, con sughi deliziosi e tempi di preparazione spesso molto più lunghi della media dei piatti che consumiamo sono normalmente oggetto di desiderio e ammirazione.

Un’altra ipotesi a mio avviso valida per spiegare perché davanti a queste immagini si sveglia in noi questa brama pavloviana è quella dello stimolo supernormale, tecnica ampiamente utilizzata nella pubblicità ormai da anni: lo stimolo opera esagerando gli aspetti che più ci piacciono di un certo oggetto, portandoli a estremi quasi irreali ma sufficientemente credibili da farci pensare che sono alla nostra portata. Un po’ come le foto delle modelle nei magazine, che fanno sognare uomini e donne finché a qualcuno scappa la mano con Photoshop e rende la vita della modella talmente piccola da meritare un posto su Psdisasters.com.

Sebbene la mia collezione di food porn rimanga per ora privata, non vi nascondo che nella maggioranza dei casi, da vera amatrice del cibo, apprezzo che spuntino da ogni angolo immagini di deliziosi cibi, vere opere d’arte che, per fortuna, stanno vincendo la battaglia contro le donne rifattissime che per già troppo tempo hanno monopolizzato la mia home su Facebook.

A presto!

Alba

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