Culturomia: prevedendo il malcontento sociale
Ho osservato in questi ultimi giorni un aumento dell’indignazione tra i miei colleghi per quanto riguarda lo stato attuale del paese e della società italiana in generale. Certo, non è che non abbiano motivi: tra tentativi di castrare il web, delinquenti che si arricchiscono in TV e la staticità della classe politica, i commenti esasperati e i sospiri davanti agli schermi sono più che giustificati.
Tali sentimenti sono sicuramente anche rilevabili nei contenuti del web, soprattutto quelli di natura user generated come i blog. A questo proposito, oggi voglio parlarvi di Culturomics 2.0, uno studio di Kalev H. Leetaru che attraverso il monitoraggio di varie fonti aggregatore di notizie e testi, dimostra come il tono dei testi sia un indicatore statisticamente significativo di pensieri sociali come l’agitazione e l’insoddisfazione, pensieri che a livello locale e nazionale possono risultare in cambiamenti legislativi, rivoluzioni e conflitti etnici.
La disciplina della culturomia considera infatti il tono delle produzioni letterarie, notizie e articoli pubblicati in formati sia fisici che virtuali. Ovviamente l’eccezionale incremento della quantità di contenuti digitali a disposizione fa sì che discipline come questa diventino sempre più rilevanti e affidabili. Includere contenuti democratizzati e quindi non solo le idee di giornalisti, politici o comunque gente con la possibilità di pubblicare in supporti fisici permette di comporre un collage di quella che è la realtà della società molto più attendibile.
Lo studio di Leetaru in particolare include media sociali ma non social network, quindi blog, forum e altre piattaforme di user generated content ma no reti come Facebook o Twitter. Questo per due motivi: anzitutto ci sono difficoltà per fare corrispondere le parole in slang e scritte in “lngua tlfnino” con termini di dizionario. In secondo luogo, alcuni social network non permettono il crawling di certi contenuti.
Include invece 3 set di dati: tutti i testi pubblicati dal New York Times dal 1945 al 2005, i dati del Summary of World Broadcasts e una mostra delle notizie pubblicate sul web in lingua inglese dal 2006 a oggi. Le mostre sono state considerate in base a due tecniche : sentiment mining e geocodificazione testuale. La prima associa un valore positivo o negativo a una certa parola in base a vari dizionari precompilati e ne calcola la densità all’interno dei testi. La seconda localizza il luogo a cui fanno riferimento le parole, riuscendo ad estrapolare le menzioni significative (quelle che provengono dai paesi coinvolti e quindi non da testi di natura turistica o di citazione casuale che non risultano significativi nel misurare le tensioni effettive).
I dati dimostrano come in Egitto, le due occasioni in cui il tono positivo è caduto più di tre deviazioni standard sotto la media, coincidano con i giorni previ a due eventi fondamentali della storia del paese: i bombardamenti su Kuwait del 1991 e la rivolta a Gennaio di questo anno.
Nello stesso modo, le variazioni nel tono dei contenuti nei Balcani coincidono con il periodo immediatamente previo a conflitti e accordi internazionali come quello di Dayton. Lo studio rivela come un aumento dei riferimenti a gruppi etnici specifici nelle notizie e testi di giornali locali e contenuti web in serbo sia correlato a maggiori livelli di negatività nei testi e quindi a maggiori livelli di tensione sociale.
Questa disciplina riesce anche a prevedere la stabilità: Arabia Saudita esperimenta dei periodi in cui la negatività dei testi raggiunge livelli notevoli senza precedere a eventi particolari. Uno studio dei dati storici evidenzia come ci sia in questo paese una tendenza ciclica che però non suppone cali veloci ma più graduali, seguiti normalmente da un progressivo miglioramento, il ché suggerisce un contesto socialmente stabile. Egitto e Serbia avevano invece subito delle variazioni negative molto rapide e che erano arrivate a livelli raramente visti prima.
Mi chiedo se le notizie, post e commenti pubblicati questi giorni sul DDL Intercettazioni saranno fra qualche anno studiati come preludio di un vero cambiamento o solo come un’altra delle molte fasi negative di questo paese per altro immobile.
Alba

